“Rispetto per gli arbitri, Aurora un modello”

Quasi 150 presenti tra genitori giocatori e allenatori

Ci vogliono più giovani che intraprendano questa strada, ci vuole più personalità da parte loro, e occorre soprattutto una migliore cultura calcistica, all’insegna del rispetto, altrimenti, specialmente sui campi di periferia, è il caos, tra pressioni esagerate ed aggressioni. E gli arbitri dalla crisi di vocazione rischiano di arrivare, alla lunga, quasi all’estinzione”.

È questa la ricetta che Angelo Bonfrisco, monzese, ex fischietto di serie A e ora commentatore a Telelombardia, ha proposto durante la serata di mercoledì 3 aprile promossa dall’Aurora Desio e intitolata “Gli arbitri e le regole: come faremmo senza?”. Una ricetta per curare la penuria di nuove leve nel mondo arbitrale e l’escalation di violenza nei confronti dei direttori di gara, con tanti, troppi, episodi di aggressione verbale e fisica da parte di giocatori, allenatori, dirigenti e tifosi.

L’incontro si è tenuto in una Sala Pertini strapiena, con quasi 150 tra giocatori, allenatori e genitori dell’Aurora. Una serata interattiva, con tante domande poste dai ragazzi e anche delle vere e proprie simulazioni di come occorre rapportarsi, e dialogare, con gli arbitri. Per dare rispetto e ottenere risposte, senza eccessi inutili.

Ho iniziato per forza, perchè mio padre mi ha iscritto al corso… poi mi sono appassionato. Adesso, purtroppo, pochi giovani vogliono fare gli arbitri, si pensa troppo a divertirsi e non si capisce che essere lì al centro del campo, solo contro tutti, per far rispettare le regole, è una grande soddisfazione”.

Bonfrisco, circa 130 partite dirette tra serie A e B, e un passato nelle giovanili del Monza, ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera. Ha stimolato i ragazzi e i mister a dare sempre input positivi nel dialogo con gli arbitri. Ha spiegato alcune regole curiose e poco conosciute. Ha sottolineato l’importanza del fair play. E ha confessato di tifare “solo per il Monza, che fra tre anni finalmente sarà in serie A…”

Spesso nei campionati trovate arbitri di soli 15-16 anni, soli, con poca personalità – ha detto – bisogna aiutarli, altrimenti vanno nel pallone e la partita sfugge totalmente di mano. Soprattutto i mister, gli adulti, devono dare l’indirizzo corretto, perchè poi sono lo specchio dei ragazzi in campo”.

Quindi ha dato dei suggerimenti utili, “fate sperimentare ai ragazzi il ruolo di arbitro, dirigendo delle partitelle dei più piccoli. Capiranno quanto è un ruolo delicato e difficile. Per questo da rispettare, sempre e comunque. E poi speriamo che ci siano sempre più serate come queste: l’Aurora si è dimostrata avanti, un esempio che tutte le Società dovrebbero seguire”.

“Grazie a Bonfrisco per la serata molto interessante, coinvolgente e utile per la crescita dei nostri ragazzi, mister e genitori – dicono Alessandro Crisafulli e Mario Trezzi, dirigenti dell’Aurora – anche in questo vogliamo distinguerci. Vietate le proteste verso gli arbitri. Noi facciamo il tifo per loro e realizzeremo, insieme ai ragazzi, un vero e proprio Manifesto per il rispetto degli arbitri”.

Al triplice fischio….foto di gruppo e tanti applausi.